Comunicato del 21 febbraio 2026
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Loghi degli 8 enti fondatori del CLIRD, per le rispettive lingue.
COMUNICATO
In occasione del 21 febbraio, Giornata Internazionale della Lingua Madre proclamata dall’UNESCO, prende vita il Coordinamento Lingue Regionali e Diritti linguistici (CLIRD). Si tratta di una nuova realtà nazionale che riunisce per la prima volta, avvalendosi di associazioni rappresentative, le otto lingue regionali italiane non ancora incluse nella legge 482/1999, ossia emiliano, ligure, lombardo, napoletano, piemontese, romagnolo, siciliano, veneto.
Del Coordinamento nazionale fa parte anche l’Academia de ła Bona Creansa – Academia de ła Łengua Veneta nata nel 2014 e diventata punto di riferimento, in Veneto, in Italia e anche all’estero, per la lingua veneta, che in questi anni è riuscita a portare il veneto nelle scuole, nelle istituzioni, nelle università, attraverso convegni accademici, ricerca scientifica, un manuale universitario (2016), progetti scolastici di didattica della lingua veneta in orario curricolare (dal 2018), pubblicazioni per bambini e per adulti, dizionario e grammatica, corsi di veneto, anche online, mostre, portali web sul patrimonio letterario. L’Academia ha anche stretto accordi di cooperazione con Università anche straniere, che ha portato ad esempio al primo corso universitario di lingua veneta in Brasile nel 2025. L’Academia ha curato e svolto iniziative per la lingua veneta in altri 11 Stati del Mondo (Slovenia, Croazia, Brasile, Cina, Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Canada, Australia, Spagna, Argentina), ottenendo peraltro che la lingua veneta si dotasse di una grafia ufficiale (DECA-GIVM) approvata dall’apposita Commissione regionale nel 2017. L’Academia veneta è riconosciuta dal 2022 anche a livello istituzionale internazionale come ONG con funzioni consultive per la Convenzione UNESCO 2003.
Il Presidente dell’Academia veneta, inoltre, è stato eletto a livello nazionale come Presidente del CLIRD, il neonato Coordinamento Lingue Regionali e Diritti linguistici.
Gli obiettivi del CLIRD
Il Coordinamento nasce con l’obiettivo di promuovere, tutelare e far riconoscere il patrimonio
linguistico d’Italia nella sua interezza, in linea con quanto affermato nel Manifesto fondativo: «l’Italia possiede un patrimonio linguistico di primo piano in Europa» e la sua salvaguardia è ormai «improcrastinabile». «Nella pratica, queste lingue non solo hanno diritto di essere parlate, ma sono un’opportunità imperdibile per educare (anche a scuola) le generazioni presenti e future al plurilinguismo come valore culturale, palestra di apprendimento e patrimonio civile – dice il presidente del CLIRD Alessandro Mocellin, di professione docente, formatore e ricercatore – Chi parla fin da piccolo una lingua ufficiale e una lingua minoritaria (anche non ancora riconosciuta) avrà un cervello bilingue, con tutti gli enormi benefici sulla memoria, il problem solving e l’intelligenza in generale. Non dimentichiamo che la maggior parte dei grandi letterati della lingua italiana (si pensi ad esempio a Manzoni, Goldoni, Pascoli, Marino, etc.) parlava perfettamente la lingua storica del proprio territorio (lombardo, veneto, romagnolo, napoletano, etc.) come lingua madre. Questo dimostra che le nostre lingue d’Italia non sono un ostacolo, ma una risorsa preziosa se la sappiamo valorizzare con intelligenza (…) Oggi il multilinguismo è una realtà e anzi una necessità prioritaria».
Il sito internet ufficiale del CLIRD è consultabile all’indirizzo www.clird.it
Cos’è la lingua lombarda
Il lombardo (ISO 639-3 LMO) è parlato in nord Italia, nel sud della Svizzera e in alcune comunità di emigrati da circa 2,5 milioni di persone. È una lingua gallo-romanza come quelle di Francia e Svizzera e come altre lingue del nord Italia. La sua letteratura è attestata dal medio evo ed è
prosperata ininterrottamente fino a oggi. Un nutrito movimento di attivisti diffonde l’uso della lingua lombarda scritta e parlata in tutte le sue varietà tramite i social media, Wikipedia in lombardo, YouTube, iniziative editoriali, conferenze in lombardo, traduzioni di piattaforme social, app, programmi open source e altro. Alcuni linguisti accademici fiancheggiano gli attivisti nella promozione della lingua lombarda e utilizzano il lombardo orale e scritto in alcune attività scientifiche. Tra le finalità specifiche di Far Lombard c’è la realizzazione e la divulgazione di scritti di interesse editoriale e di materiali audio-video in lingua lombarda. Per questo utilizza un’ortografia mirata a rappresentare in modo parzialmente uniforme tutte le varietà locali del lombardo, e che permette a ciascuno di scrivere senza nascondere completamente l’identità del proprio dialetto.
Un fronte comune di otto lingue riconosciute internazionalmente
Il CLIRD riunisce le principali realtà associative impegnate da anni nella ricerca, nella promozione culturale e nella difesa dei diritti linguistici delle rispettive comunità. Ne fanno parte: per la lingua emiliana (cod. ISO: egl): Léngua Mêdra; per la lingua ligure (lij): Conseggio pe-o patrimònio linguistico ligure; per la lingua lombarda (lmo): Far Lombard; per la lingua napoletana (nap): Accademia Napoletana; per la lingua piemontese (pms): Arcancel; per la lingua romagnola (rgn): Istituto Friedrich Schürr; per la lingua siciliana (scn): Accademia della Lingua Siciliana; per la lingua veneta (vec): Academia de ła Bona Creansa. Lo Statuto del CLIRD prevede una Consulta, alla quale possono aderire altre associazioni che, condividendone gli obiettivi, desiderino supportare il Coordinamento offrendo suggerimenti, proposte e ogni forma di collaborazione.
Otto lingue, otto codici ISO, otto territori, un’unica visione: riportare al centro del dibattito pubblico il valore del plurilinguismo italiano e la tutela dei diritti linguistici.
Le basi giuridiche e culturali: un Manifesto che richiama Europa, ONU e Costituzione
«Il Manifesto fondativo è un documento di ampio respiro – afferma Aurelio La Torre, Direttore del Collegio Scientifico del CLIRD – che richiama i nostri principi costituzionali e si ispira a diverse fonti internazionali che tutelano i diritti di individui e comunità e vietano discriminazioni basate sulla lingua. Tra queste fonti, la Carta europea delle lingue regionali o minoritarie del Consiglio d’Europa, la Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE (art. 21 e 22), la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia (art. 29). Il Collegio Scientifico del CLIRD – continua La Torre – elaborerà strategie e documenti per far crescere anche in Italia la cultura dei diritti linguistici e per ridare dignità giuridica e sociale alle nostre lingue storiche, lingue che oggi molti chiamano “dialetti” ma che prima dell’Unità costituivano la lingua madre del 95% degli italiani». Nel Manifesto si sottolinea, inoltre, che molte lingue regionali d’Italia sono riconosciute dall’UNESCO come “in pericolo” e che l’ISO assegna loro codici linguistici specifici, confermandone lo status di lingue a pieno titolo. Tra le righe più significative del Manifesto si legge che «molte delle lingue regionali d’Italia […] rischiano sempre più di perdersi, in mancanza di iniziative nei prossimi decenni». I recenti dati diramati dall’ISTAT confermano questo rischio.
Obiettivi: scuola, istituzioni, Europa, media, comunità
Il CLIRD si propone di: favorire iniziative normative utili per la valorizzazione delle lingue regionali; valorizzare il ruolo della scuola, promuovendo l’insegnamento anche della letteratura in lingua locale; creare canali di collaborazione con gli organismi europei e internazionali; celebrare le principali giornate dedicate alle lingue: 21 febbraio, 26 settembre ed altre; favorire progetti con le comunità linguistiche di emigrati e discendenti di italiani nel mondo; stimolare l’accesso ai fondi europei per la cultura e il patrimonio immateriale; promuovere la presenza delle lingue regionali nei media come anche nel teatro, nel cinema e nella musica, con sostegni fattivi ai giornalisti e agli artisti; sostenere iniziative universitarie e comunali per il riconoscimento delle lingue nei rispettivi statuti.
Il Manifesto insiste anche sull’importanza della trasmissione linguistica tra le generazioni e il ruolo dei genitori e degli anziani come “depositari e continuatori della tradizione”, sottolineando la necessità di valorizzarne la memoria culturale.
Un passo storico per i diritti linguistici e il patrimonio linguistico e culturale italiano.
La nascita del CLIRD rappresenta un momento di svolta e colma un vuoto nel panorama culturale italiano: per la prima volta, le lingue regionali, riconosciute internazionalmente ma escluse dalla legge 482/1999, si presentano unite, con un progetto condiviso e una voce comune. In un Paese che spesso ha relegato il proprio plurilinguismo a fenomeno folkloristico – se non a problema storico da silenziare – il Coordinamento propone una visione moderna, europea e inclusiva: riconoscere che la diversità linguistica non è un ostacolo, ma una risorsa culturale, educativa e sociale. E che occorrono azioni concrete per tutelare, anche a favore delle future generazioni, un patrimonio culturale immateriale unico in Europa.
prof. Alessandro Mocellin
38 anni, docente, ricercatore e formatore
Presidente Academia de ła Bona Creansa – Academia de ła Łengua Veneta
e
Presidente eletto del Coordinamento nazionale CLIRD
